Ugo Gattini + Ilaria Di Emidio

Ugo Gattini + Ilaria Di Emidio

La Beccatrice

2021 / Wood, paper, soil, corn / variable measure

(Following the artist’s original vision, for the time being the texts are only available in italian)

 

il giallo num 8 è completamente più appagante del verde
numero 66, la luce rimbalza sul cristallo laterale
e la percezione della lucidità sferica è totale.

sono tutti uguali ma sono tutti diversi e io lo so perché

dopo averli messi in bocca sanno dirmi i loro nomi gialli,
i loro gusti preferiti, dove preferiscono essere morsi

credo che graziella stasera non verrà. Oddio quando fruga
nel frigo io lo so che cosa pensa, lo so cosa bisbiglia,
che la feta non è al suo posto io invece ho appena pulito
tutto, sto ragionando ora per la prima volta su quanto
sia triste la compattezza dell’incarto di quel formaggio greco
che non sa di nulla

non riesco più a usare il computer.
Non riesco più a decidere se guardare lo schermo mentre scrivo
o guardare i tasti ma se poi guardo i tasti è finita non posso fare a meno di notare
tutte le imperfezioni congenite delle mie falangi..
mamma papà bisnonni, cosa vi ho fatto di male?

ok è aprile e sono abbronzata so benissimo che la pelle
di tutte le mie clienti in questo tempo si sta raggrinzendo
per via del sole che è diventato incredibilmente potente

guardo la vetrina di questo negozio e mi intristisco un pò
sul fatto di questa finestra su una cosa
che per me è totalmente inaccessibile

graziella oggi è passata, mi ha portato delle polpette di
zucchina e riso senza sale senza uovo e senza latte
il fatto che siano abbastanza corpose è forse
un meccanismo di autodifesa innescato dalle stesse polpette
ti ringrazio sorellina erano squisite

mentre mescolo il 76 con il 54 ricordo quella volta in cui
la prof di scienze alle medie mi disse che ero brava
perché avevo capito che il sangue va soprattutto all’ingiù per via della forza di gravità
chissà se le interrogazioni si fanno ancora così, in piedi, a fianco della cattedra

se fisso il sole posso dimenticare per un attimo
le cuticole troppo spesse della signora Filomena

insieme a te non ci sto piuuu guardo le nuvole laaassùùùù
finisce qua ua ua ua ua uaaaa
merda ancora cesso otturato… e di nuovo il 34 troppo ambrato

mi ricordo che per un periodo io e graziella facevamo
questo gioco, tipo dove andresti se potessi partire per un viaggio
però molto lontano. Lei rispondeva con gli occhi che già sognavano,
io dicevo sempre in posti freddissimi perché vorrei incontrare i pinguini
che sono i miei animali preferiti

francesca, dita corte e tozze ma unghie perfettamente
delineate. Scelgo un intenso azzurro carta da zucchero,
imbastisco delle decorazioni avvincenti ma sobrie,
credo questo stile si addica alla sua professione

ho paura che io e la mamma non potremo più fare quelle cose nostre
come prendere il tram insieme,
essere felici di essere al primo sedile davanti a tutti sul tram,
avere in mano il biglietto del tram,
passare il compleanno sul tram

quanto dista da qui la stella più vicina?
Mentre aspetto che si cristallizzi il gel sulle unghie della signora Maria
penso che vorrei tanto chiederlo ma dico proprio a loro,
alle unghie, cioè in questo momento le considero
le maggiori esperte in fatto di suprema sfavillantezza

mi sono autoeretta a miglior nail artist vivente oggi dal tabaccaio,
siamo sinceri, nessuno ci mette il cuore che ci metto io

stasera ho vomitato perché forse sono troppo stanca
e mangio troppe schifezze graziella mi ha detto che dovrei diventare vegana come lei
per ripulire il mio corpo dalla violenza che mi sta avvelenando attraverso il cibo

sogno assurdo: bartolomeo è un mostro pelato e insensibile con una bocca prensile,
mi succhia via energia e io sto molto male. Credo ora si sia fidanzato
con la sua vicina di casa con le codine bionde e la faccia da hello kitty,
con me non ci parla più, non ho capito perché ma comunque
avrei troppo da fare in questo momento
per chiacchierare con lui

mi sono seduta su un ulivo tornando da casa ed ho provato sensazioni vivide di piacere,
le mie dita accarezzavano
il legno, una pelle ossea flessibile e vivace ripenso poi
alla notte passata con cri qualche giorno fa
e ho un conato di vomito inarrestabile

una bella giornata per guardare un film o fare un giro in bicicletta,
una giornata che invece passerò a costruire unghie e a renderle belle
perché sono una donna appassionata che ama il suo lavoro

ti prego non guardarmi così, piccolo anulare,
o mi romperò dentro come una pesca appena colta

sto immaginando queste unghie animaletto, coniglietto
o orsetto, sono dolcissime e hai voglia di coccolarle,
lumachine con antenne e micro bruchi pelosetti sulle dita

quando sei una ragazza dolce e gentile
ma mi paghi trenta euro in meno perché mi chiedi un favore all’ultimo momento

mentre racconto a graziella di come mi faceva sentire accudire il suo gattino
e farle le treccine in un modo molto soddisfacente tira fuori il cell e mi assicura
che sta ascoltando

unghie di porcellana smaltata dipinte a mano con decori tardobizantini
essere come la vera soluzione a tutte le prove a cui mi ha sottoposto la vita
in tutti i miei enormi 43 anni

sorellanza tra indice, pollice, mignolo eccetera.
Dita che comunicano una lingua comune per agire in modo consapevole ed efficace

mi viene un dubbio, giovanna è una donna d’affari,
riuscirà a scrollare bene con lo smartphone con le farfalline 3d
che le ho applicato sui pollici

l’unica volta che prendo il treno un essere umano decide che non vuole più vivere
e di disintegrarsi sulle rotaie, perdo due ore tra pullman per parma coincidenza persa
e un’ora di ritardo per il treno successivo; nella calca dell’attesa per entrare sul pullman
faccio amicizia con una ragazza con gattino e tra la folla riconosco un cantante indie terrificante, DENTE,
e chiedo al cielo perché perdere tre ore della propria vita e in tutto ciò
mi potevano dare nella storia che so,
un cantante più simpatico, una celebrità più entusiasmante
di cui chiacchierare con le clienti

torno a casa stasera e mangiamo la pizza con graziella,
la prendiamo sempre uguale e cioè bufala con i porcini io non finisco l’ultima fetta
e vado in camera perchè mi viene troppo da piangere a pensare
alla ragazza con gli occhi azzurri e i boccoli
che oggi hai incontrato senza dirmelo

e io che ti avevo anche regalato una pianta…

ascoltare musica classica rende le persone più interessanti?
Capire le note eccetera, insomma forse diventerei più sensibile?
Immagino la figata di fare le unghie a mille pianiste con mani supreme
che mi ringraziano calorosamente per il lavoro ineguagliabile che ho svolto,
che mi baciano sulla guancia, mi regalano i loro bouquet in eccesso

in tv oggi c’è un documentario sulla mongolia posso alzare lo sguardo dalle unghie nero
opaco della signora puretelli solo un momento
in cui scorgo i capelli al vento di un giovane che cavalca al tramonto senza sella,
lo immagino che mi prepara il pranzo
del buon riso con curry giapponese e pollo croccante,
quando mi avvicino per vedere se è pronto mi dice sit down
e mi prepara un piatto incredibilmente commovente sia alla vista che al palato

l’immagine profilo di whatsapp di oggi di graziella
mi lascia un po’ perplessa a volte odio profondamente
la sua espressione da arrogante innocente dietro
quegli enormi occhiali da vista neri

offro due drink a Lia e discutiamo delle mie brutte tette e sulla questione reggiseno,
di quanto mi imbarazzi quando mi guardano le tette,abbiamo parlato tantissimo di mutui

acqua cristallina e occhi rosso brillante: mi tuffo in questo mare gelido
in un posto di una lontananza incomprensibile,
potrebbe essere su un altro pianeta prendere in considerazione
uno smalto che non si sciuperebbe con l’atmosfera presente su Marte

-limoni
-ceci cotti
-taina (?)
-olio
-acqua calda qb
ricetta di una roba che posso spalmare sul pane

mi piacerebbe cambiare un po’ la cameretta, darle un tocco più adulto,
mi piacerebbe avere una stanza per le clienti più ricca, poltrone davvero comode
e degli strumenti più costosi, quant’è che veniva quella scalda smalto cristallizzante?
Quante ore di lavoro impiegherei per raggiungere lo studio dei miei desideri?

la piccola cecilia stasera ha voluto lo smalto sulle unghie dei piedi
e mi ha chiesto di fare estremamente attenzione al mignolino
perché è quello più complicato ecco,
ho usato il 762 argentato con brillantini,
se a colori o meno non ricordo

una ruga nuova sopra l’occhio sulla fronte che mi dice
ei ma quanto tempo passi concentrata sei veramente una donna che usa il cervello
questo solco agli occhi degli altri
ti renderà così affascinante

graziella se ne sta a gambe incrociate sul mio letto, parla con papà.
Vorrei tantissimo che si legasse i capelli il suo disordine mi ha sempre disturbato
in una parte profonda di me

sia il 49 che il 207 mi hanno stupito per i riflessi sul viola che quest’anno, mi dicono, sono di gran tendenza.
Spero solo che le mie clienti stiano un pochino alla luce naturale durante il giorno
per goderne appieno le sfumature che virano sul blu

non ho una vita, è così. Non ho una vita e vorrei tanto un cappuccino anzi, vorrei tanto che mi piacesse il cappuccino.
Come fa a piacervi il cappuccino? Schiuma di latte, santoddio, disgustoso

un altro sogno assurdo con bartolomeo di mezzo questa volta è una luna fucsia
che mi osserva da dietro le nuvole,
non mi dice niente, è lontanissimo ma lui può sapere cosa sto pensando
in qualunque città mi trovi lui sarebbe molto vicino lo stesso

sentito alla radio di questo incidente allucinante tra una moto e un’auto molto potente: sarebbe eccezionale fare delle unghie
che ricreino esattamente le lamiere accartocciate della carrozzeria
dopo uno scontro particolarmente violento

giuro su dio che non vorrei mai dei figli o per lo meno averne più di uno
o meglio ancora..
mi piacerebbe tanto avere un gatto che a un certo punto si trasforma in adulto
senza quella fase in mezzo dell’adolescenza o quella in cui quando te lo porti dietro
tutti si girano
perché fa un baccano infernale e devi sgridarlo un imbarazzo che non potrei sopportare nemmeno con un compagno al mio fianco
o con l’aiuto della babysitter ahhaha stavo quasi pensando che potrei lasciare
un ipotetico figlio a mio madre si, certo, come no

roberta chiacchiera al cell con il suo ragazzo lui parla molto forte e riesco a sentire
che le dice che ha letto un nuovo fumetto porno giapponese
e che ne è entusiasta mi sembra lui dipinga i muri o una roba del genere

quanto tempo è che non entro più in una chiesa?
Che bella la sensazione di ascoltare quelle parole sempre uguali, quella cantilena vuota, quasi quasi domenica ci torno
potrebbe anche essere un modo per rifare due chiacchiere con la signora nicolina
o con la franchi

mi appunto quest’idea per i lavori sulle clienti in primavera che sennò mi dimentico;
sto pensando a un gel semipermanente con vari strati di lucido che ricordi
dei fili di ragnatela sotto il sole delle 6
durante il primo di maggio mentre c’è un’aria della temperatura perfettamente giusta, frizzantina

seguo questo simbolo del giaguaro dietro a una macchina. Io porto le gazzelle.
Ruggisce piano, un rumore che rotola, mi mette a mio agio. Lo seguo perché mi lascia un gran senso di pace.

giallo è il sole, la vita, i chicchi sono dorati
e io li devo mettere nel mio corpo-sarcofago
per rinascere.

bevo due sorsi di acqua e sono sicura al 99 per cento che sia la cosa più trasparente che io abbia mai bevuto.
Non ho mai assaggiato il cristallo liquido.

la sabbia non è qui ma potrebbe esserci. I granelli sferici e biondi sono dappertutto ma sono troppo piccoli.
Potrebbe esserci un deserto di fronte ai miei occhi senza che io lo veda davvero.

calma devo stare calma. Io sto svanendo ma devo rilassarmi, respiro, gonfio le penne,
io devo allargare i pori e accogliere il vento.

sono caduta sulla strada (o forse no?) mentre mi accucciavo per pisciare.
Mi ha raccolto un uomo con pantaloni bianchi leggeri fruscianti e infiniti.

sotto il dente uno sotto un dente l’altro i piccoli chicchi possono essere
delle perfette otturazioni quando ho male.
Riempiono gli spazi.
Stanno tra le ferite.

per fortuna prima di uscire dalla finestra ho controllato
che tutte le porte fossero chiuse.

stamattina i buchi nel cielo sono diventati ancora più ampi,
sono venuti a dirmi qualcosa che sapevo già.

il mio ragazzo ideale ha i capelli lunghi porta gli occhiali e parla la mia lingua:
la mia lingua ha papille gustative molto spesse io ho comunque dei piccoli denti
nonostante il becco.

i pioppi lasciano nell’aria questi pulviscoli bianchi
e leggerissimi io li posso prendere. Meritano di essere
coccolati. Prendo qualche chicco giallo e immagino
che anch’essi possano volare; te la immagini, graziella,
una pioggia di mais?

quattro personaggi corrono verso di me sono tutte donne.
Io le ho amate moltissimo ma adesso loro mi hanno mollato qua
nel pantano di pannocchie,
io però ho tutto quello che mi serve ho le mie gemme di sole.

vieni, vieni, vieni nella mia stanza senza pareti.
Vieni. Vieni nella mia torre senza piani verticali.
Vieni, ti accolgo dentro le mie penne calde,
oh tu insignificante gioiello che farfuglia.

avevo grandi progetti per la mia vita futura progetti che avevo scritto, da bambina,
in un libro bianco.
Parlavano di campi ampi e belli, di grano alto parecchi metri, di persone con il sorriso, di sorrisi con le persone.
Parlavano di erba sui tetti delle case e di acqua che scorre nei solchi dell’orto appena arato.

se sto mondo fosse un mercato io sarei il rubino più raro
se sta casa fosse un castello io sarei l’uccello più bello

io ingurgito sempre la stessa cosa però prima la mangio con gli occhi
e so che quella è la parte più importante.

ho ricordato alla bambina nel lavandino che lei deve
sognare. Perché le cose che sogni poi diventano vere.
Io mi sono immaginata di avere delle belle e affilate unghie taglienti
e quelle sono arrivate, finalmente,
eccole qua!

stringimi forte, fortissimo, come faceva
quel pollo nell’aia tanti anni fa.

avevo tre bambole una era la nonna una la mamma e una la figlia.
Prendo questi tre piccolini gialli: li metto sul palato e faccio recitare loro quelle parti divertenti (la nonna fa dei versi scemi e dice che non ha pulito niente, sua figlia
è sempre senza reggiseno e la nipote è una ragazzina asiatica con tante perline vetrose sul viso, con un’acconciatura a forma di cuore che definisce i suoi capelli corvini).

nel nome del padre del fagiano dello spirito errante amen
a te sospiriamo esili anatre di eva a te imploriamo dementi
e piangenti in questa valle di lacrime non umane o clemente
o pia o dolce vergine volatile

non mi piace mangiare il germoglio di mais ingoiandolo subito.
Al contrario, dopo averlo lungamente osservato,
lo metto sulla lingua e lo sciolgo pianissimo, ne succhio il contenuto,
poi mastico la parte esterna. Infine, mando giù.

un mausoleo trasparente, o forse un povero giaciglio, non ha importanza;
ma i chicchi quelli devono sicuramente fare da veglia alle mie umili spoglie.

ho già aperto le ali quando arriva questa specie di mago ad “aiutarmi”.
Credi di essere divertente? Di abbindolarmi con le tue stronzate?
Credi che la mano che mi serve sia di questo mondo e non sai quanto ti sbagli.

davanti alle mie pupille, minuscola, c’è la mia mamma.
La prendo tra le dita, sta nella sclera del mio occhio.
Le racconto quella storia del nonno che mentre moriva ripeteva sempre 18! 18! papà, che dici?! Diciotto.

ho corso nel campo in cerca di tutti i chicchi da assaggiare
e ho incontrato uno spaventapasseri che non mi ha detto niente
nonostante abbia usato tante parole.
Si sentiva molto importante e teneva con sé una graziosa passerina
che gli suggeriva le parole più crude e vuote
che si siano mai ascoltate.

stanotte ho fatto un incubo sulla mia vita precedente,
quella in cui, banalmente, camminavo. Tutti dovrebbero
seguire il mio esempio, diventare speranza. Poi mi sono
svegliata e per fortuna ero di nuovo al freddo tra le formiche
che mi massacravano i polpacci.

raggiungo una cascina e spio da lontano i suoi inquilini.
La signora più anziana ha un bel naso adunco (ma niente in confronto al mio becco)
e un ragazzino corre tra i filari dorati (ma, al mio contrario, non può volare).

quando mi accascio il mio profilo è identico a quello
della montagna e stamattina il cielo è così limpido che tutti
possono vedere le nostre figure che si sovrappongono.

mi sono presentata un pochino in anticipo al grande campo di mais ma nonostante questo vincenzo è già qui mi guarda dritto negli occhi un pò spaesato e mi chiede se magari a me sarebbe piaciuto fare altro tipo prendere un caffè o qualcosa del genere e io dico no davvero non preoccuparti mi piace tantissimo passeggiare sul ciglio della strada sulla nazionale iniziamo a camminare e sento che non sa come muoversi e allora anche io provo la stessa cosa cioè, cosa sto sbagliando? mi giro e mi sta ancora guardando con le sopracciglia alzate e gli occhi tutti aperti del cucciolo abbandonato in autostrada è in quel momento che l’occhio mi cade sull’accenno di pancetta e penso che questo dato insieme al dato: barba probabilmente dovrebbero essere due fattori che in teoria dovrebbero mettermi a mio agio farmi sentire al sicuro nella sua ala protettrice di uomo maturo proprio nell’istante in cui nasce questo pensiero sento la prima fitta all’intestino aka sono sicura che mi stia venendo una colica, mi viene una paura allucinante che mi sto cacando addosso.
vincenzo è così vicino con la sua tensione immotivata e perpetua e il mio ventre lo sa, sente la sua paura e si ribella, cerco tra i ricordi il mio comportamento di salvezza solito durante il panico e cioè pensa a qualcosa che vedi concentrati su un particolare reale intorno a te per rimanere a terra.
la colica mi assale sempre più martellante mentre le parole di vincenzo scorrono in sottofondo senza significato, sono un fiume buio che scorre nonostante tutto, mi ricordo che mi devo aggrappare a un oggetto che vedo e quello che vedo sono pannocchie pannocchie pannocchie pannocchie pannocchie pannocchie si, il mais, è sublime
chicchi perfetti gialli sodi e succosi sfere di luce
ma da quanto tempo sono qua? vincenzo non c’è, è notte.
dormo qui.

adesso vado nelle zone più alte, nei regni di quiete, nel vento
ma quando il percorso si fa incerto non mi abbandonate mai, chicchi di mais