Vvxxii (Hoatwe Bòeox)

Vvxxii (Hoatwe Bòeox)

RITROVAMENTO N°2:

Hoatwe Bòeox

2021 / Epoxy resin and spray / 70 x 125 x 56  cm

Da giorni sono in ricognizione in questo luogo, esploro ogni anfratto alla ricerca di ulteriori artefatti, ancora niente.
Oggi passavo vicino a un piccolo laghetto, mi è parso di scorgere qualcosa emergere dall’acqua.

Nel momento esatto in cui mi sono fermato ad osservare è sfuggito alla mia vista, non riesco più a distinguere la suggestione dalla realtà.

L’ho rivista di nuovo, lo giuro, so che la follia non è un tratto della nostra specie, è roba da umani.
Fortuna che si sono estinti, ma forse la follia non è realmente morta con loro.

Magari vive in questo dannato posto, troppe leggende raccontano di cose indicibili commesse prima e dopo la loro scomparsa. Okay, la mia follia non è reale, quella è realmente una creatura, da stamattina sembra stare immobile nel centro del laghetto. Scriverò presto nuovi appunti su di lui nella sezione apposita La creatura rimane placida, non sembra dare segni di movimento. Non ha occhi per guardare, o perlomeno non si riescono a scorgere da nessuna parte emersa. Chissà se il corpo che vediamo sopra l’acqua è solo una parte di un corpo più grande, magari come il laghetto stesso. Che stupido che sono, divago sempre in fantasie assurde da quando sono qui.

Questa presenta tratti simili al precedente oggetto, la sua immobilità suggerisce che anch’egli potrebbe non essere tecnicamente “vivo”, la sua forma sembra però ricordare un miscuglio di varie specie estinte in questa zona. Cornute protuberanze, una superficie scura e carnosa, qualcosa di simile a una spina dorsale appare nella parte posteriore corpo. Parlare di posteriore o anteriore risulta complesso osservando una cosa del genere, ma tenterò di dargli almeno un vago ordine di lettura.

Girandoci intorno ho notato un’appendice che somiglia molto ad un vecchio tipo di tubo utilizzato eoni fa, probabilmente è solo una strana somiglianza.

Si è mosso! Stamattina lo abbiamo ritrovato vicino alla riva, immobile come sempre. Nonostante questo
luogo sia noto per i suoi forti venti in questi giorni non ce ne sono stati, quindi dev’essersi mosso da solo.
Domani proveremo un approccio diretto, oramai l’osservazione in questo stato risulta insufficiente. In
caso di risposta negativa non lo turberemo ulteriormente.

Due dei nostri sono entrati nel laghetto, inizialmente non sembrava succedere niente, ma di colpo uno di loro e scomparso sott’acqua. Nonostante tutte le nostre prove nel ricercare cavità o possibili aperture nel terreno subacqueo, non c’è stato modo di capire il fenomeno. L’altra si è come immobilizzata al momento della scomparsa del suo compagno, in qualche modo questa sua reazione ha portato la creatura/oggetto a girarsi verso di lei. Pian piano ha provato a uscire, ma come una forza inspiegabile continuava a tirarla dentro, è ormai tutto il giorno che si trova dentro l’acqua. Le abbiamo fornito cibo e supporto senza immergerci anche noi.

La creatura/oggetto sembra voler comunicare grazie a degli insetti che normalmente si trovano sul pelo dell’acqua, questi si sono spostati varie volte stridendo in continue collisioni. Abbiamo provato a catalogare i suoni attraverso una trascrizione letterale, ciò che è venuto fuori è qualcosa simile a Hoatwe Bòeox, sembra simile alla nostra lingua ma non vi è nessun senso in queste singole parole.

La nostra compagna si trova ancora in acqua, il suo morale sembra spezzarsi ogni giorno di più, risponde a malapena a ciò che le diciamo, si rifiuta di agire quando glielo chiediamo. Il cielo si è fatto più grigio dal nostro arrivo qua. Niente sembra naturale in questo luogo.

Mi sento molto stanco, scrivere è difficile ma devo continuare a prender nota di tutto ciò che accade. La creatura sembra muoversi davanti ai nostri occhi senza farsi problemi, continua a girare intorno alla nostra compagna, a lei non sembra dare fastidio ma i suoi occhi sono davvero spenti oggi.

Al nostro risveglio la nostra compagna non c’era più, al suo posto la creatura posava immobile come nei giorni precedenti. Dei suoni fastidiosi hanno cominciato a riempire l’aria, al campo non si respira bene, c’è poco ossigeno, in queste condizioni potremo davvero ereditare la follia degli esseri umani.

Questa mattina non c’era nessuno al campo, nessuna traccia di dove siano finiti, ci sono solo io qua. Io e la creatura. Ho provato a suonare l’allarme ma il suono sembrava bloccarsi. Ho provato a guardare oltre il paesaggio e niente, tutto grigio. Mi sento bloccato, le mie emozioni faticano a uscire.

Non capisco il passare dei giorni, non faccio altro che passeggiare intorno al lago in maniera ossessiva, ho provato a costruire una recinzione, ma questa è finita dentro l’acqua torbida. Penso che la lascerò lì a marcire.

Credo di aver finito il cibo, vorrei muovermi per andare a cercarne altro ma ho troppa fatica ad alzarmi daquesta erba fresca. Creatura aiutami tu.

Non esiste altro che il lago, devo entrare nel lago devo entrare nel lago devo entrare nel lago.

Come ho fatto a non vedere tutti i miei amici fino ad ora! Sono sempre stati in acqua, tutti quanti! Domani sono deciso ad entrare con loro, niente più paura, se non posso stare con loro la mia vita non vale di esser vissuta. Lei appare sempre al centro di tutto, immobile, sola, fragile, mi commuove pensare a quanto tempo debba aver passato senza nessuno con cui interagire. Saremo noi la sua salvezza. Mentre scrivo sembra che il paesaggio si sia schiarito, forse ero io ad essere immerso nella mia solitudine. Tra poche ore avrò finalmente la pace che cerco, niente più mansioni da svolgere, solo la placida compagnia degli elementi.

(text curated by/testo a cura di Duccio Pisoni)